Ora quel numero torna ad indicare la cilindrata di un nuovo motore che fà il debutto al Salone di Ginevra. Ma i tempi sono cambiati: il motore è ora marchiato "FPT – Fiat Powertrain Technologies" ed equipaggerà, fin da subito, con qualche variante, anche altre vetture del gruppo. Le sue caratteristiche tecniche sono, comunque, degne dei suoi celebri antenati a marchio Alfa Romeo.
Tralasciando lo storico 6 cilindri degli Anni '30, il riferimento più diretto è al "1.750" di fine Anni '60: il celebre 4 cilindri bialbero da 1.779 cc che con i suoi 118 CV di potenza massima era allora ai vertici della categoria. Oggi il nuovo 4 cilindri 1.750 (1.742 cc per essere precisi) ha davvero poco in comune con il modello storico: soltanto la cilindrata e, in un certo senso, lo spirito.
Il nuovo motore è equipaggiato con le più moderne tecnologie: iniezione diretta di benzina, doppio variatore di fase continuo e turbosoffiante la cui gestione è affidata a un moderno sistema elettronico. E' stata applicata una particolare tecnologia, definita "Scavenging", che attraverso il controllo e l'ottimizzazione istantanea dei diversi parametri del motore, è in grado di accrescere la coppia anche a regimi molto bassi, e, al contempo, a ridurre ogni effetto di "vuoto" o di ritardo del turbo (turbolag in gergo tecnico).
Grazie all'iniezione diretta di benzina di nuova generazione, con pompa ad alta pressione fino a 150 bar e nuovi iniettori a 7 fori, viene ridotta la temperatura in camera di combustione, attraverso l’evaporazione della benzina, abbassando la "tendenza" alla detonazione: in tal modo, anche con un rapporto di compressione elevato per un motore sovralimentato (9,5:1 per l'esattezza), sono possibili ottime prestazioni, consumi contenuti in regime "parzializzato" ma anche basse emissioni. Per la riduzione delle emissioni contribuiscono largamente anche i due variatori di fase continui, disposti sugli alberi a camme di aspirazione e di scarico, che intervengono ad ogni regime e carico del motore. Il turbocompressore di nuova generazione e con innovativo collettore di tipo "Pulse Converter", in grado di sfruttare al meglio le onde di pressione presenti allo scarico, migliorando la coppia ai bassi regimi. Per turbo e collettore è stato impiegato acciaio microfuso, per poter lavorare anche a temperature molto elevate fino a un massimo di 1020 °C.
L'intero motore è stato studiato in modo da ottimizzare fluidodinamica e attriti meccanici. Ad esempio sono stati progettati con grande cura i condotti di aspirazione. La stessa cura è stata posta nella definizione della camera di combustione e dei condotti di scarico. In più, sono state minimizzate le perdite per attrito, ad esempio con l'impiego di fasce elastiche a carico tangenziale ridotto e di materiali ad alta resistenza all'usura.
La testa cilindri è inedita: vengono impiegati bilancieri "a rullo" per ridurre le perdite per contatto strisciante (il 65% a 2.000 giri rispetto agli elementi corrispondenti dei motori "Twin Spark"). Peculiarietà di nota: l'impiego di una biella molto lunga, ma con una corsa moderatamente corta.
La potenza del motore 1.750 "base" è di 200 CV (115 CV/litro) da 4.750 a 5.500 giri/min con coppia massima di 320 Nm raggiunta già a 1.400 giri/min (è notevole per un motore a benzina di questa cilindrata). In rapporto ai valori di coppia e potenza i consumi sono relativamente ridotti attestandosi a poco più di 8 litri per 100 km nel ciclo combinato. L'omologazione Euro 5 è stata ottenuta -purtroppo- attraverso l'utilizzo di un catalizzatore "piccolo", che, in parte ne "mortifica" le prestazioni complessive.
Le Alfa Romeo dotate del motore 1.750 siglate TBi saranno la 159 berlina e Sportwagon, la Brera e la Spider. Il debutto sul mercato è previsto per il mese di aprile 2009; tutte le vetture monteranno un cambio meccanico a sei marce. Dai dati ufficiali emergono poche differenze da un modello all'altro, dovute -principalmente- alle forme delle diverse carrozzeria. La Brera raggiunge i 235 km/h di velocità massima e accelera da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi ed ha un consumo medio di 8,1 litri/100 km ed emissioni nel ciclo combinato pari a 189 g/km di CO2; i valori dichiarati per la 159 berlina sono praticamente identici, mentre peggiorano un poco per la Sportwagon (233 km/h, da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi, 8,3 litri/100 km nel ciclo combinato, 194 g/km di emissioni di CO2).
Punta di diamante tra le vetture equipaggiate del "1.750" sarà la nuova MiTo GTA per la quale si prevede una potenza massima di 240 CV
